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Daniele Tombolini, ex arbitro di calcio ed enologo, nel suo blog scrive alcune considerazioni su quanto l’apprezzamento del vino sia in realtà un qualcosa di molto soggettivo, e su come a volte si tenda a renderlo complicato.

Si è anche cimentato nel formulare 4 “contro-regole” per chi vuole difendere la propria autonomia degustativa, sperando di non incorrere negli strali di qualche sommelier o di qualche collega enologo!

Buon assaggio!

  1. Esprimi le sensazioni sull’aspetto, il profumo ed il sapore in maniera semplice e spontanea. Non è vero che servono parallelismi con realtà misconosciute (foglie macerate di sottobosco, legno leggermente muschiato, …ecc.);
  2. Assaggia ogni vino, rosso compreso, alla temperatura che più gradisci. Non c’è regola che possa limitare il piacere soggettivo della degustazione.
  3. Abbina il vino ai cibi secondo il tuo gusto, senza rispettare i consigli canonici (vino-bianco-con-il-pesce; vino-rosso-con-la-carne). Non esistono matrimoni proibiti: un Verdicchio stagionato può accompagnare a meraviglia l’anatra arrosto ed un Rosso Conero si può sposare magnificamente con una spigola in guazzetto.
  4. Assaggia anche quando non sei in forma. Valutare un vino quando si ha il raffreddore è come suonare il pianoforte con la sordina: la musica è attenuata, ma se è bella si apprezza lo stesso!

Sono totalmente daccordo con queste contro-regole, come per tutte le cose dobbiamo smetterla di riprendere le informazioni date da altri, usiamo veramente i nostri sensi e analizziamo personalmente tutto quello che i nostri sensi ci permettono di fare, secondo i nostri gusti e la nostra personalità.

Buon divertimento! 

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