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Da "Associazione Osterie Italiane" il decalogo della vera OSTERIA:
  • L’Osteria è un punto socializzante e di comunicazione fondamentale e forte per il quartiere-borgo o paese dove sorge ogni evento sociale bello o brutto che sia, ha ripercussioni emotive tra la gente dell’osteria che non si ritrova negli altri esercizi. Ho visto piangere gente per il lutto di persone che non sapevano chi fossero, solo una conoscenza occasionale per aver bevuto insieme, in un ambiente caldo e familiare dove si è tutti uguali. Ci si paga da bere anche tra perfetti sconosciuti e si chiacchiera in armonia. All’Osteria si compra e si vende, si vive la vita di una piccola comunità come un tempo, per questo rappresenta un approccio mentale diverso, sia per il gestore sia per il cliente.

  • All’Osteria si gioca a carte, quanti locali che si chiamano Osteria rispettano questa semplice regola?

  • All’Osteria si va principalmente per bere, un tempo l’Oste pigiava in proprio e chi non poteva, andava in una cantina, comperava la botte o la partita intera che reputava poi, diventasse il famoso “vino della casa” che di solito era tra i migliori assegnati; ora, invece, il “vino della casa “ è il peggiore servito e tante volte “alla spina”, servono il “vino della casa” anche nei rifugi alpini, è il massimo!

  • All’Osteria si mangiano prevalentemente salumi e formaggi, alimenti che un tempo si trovavano in loco perché tante Osterie, specie quelle in piccoli paesi, vendevano un po’ di tutto, dalle sigarette al lucido da scarpe. Gli avventori si portavano il cibo appresso, pagando solo il pane e il vino; anche oggi nella vera Osteria si può mangiare il salume che la compagnia porta con sé.

  • All’Osteria si mangia quel che c’è; gli habituè chiedevano entrando: “cosa c’è da mangiare? In ogni modo, occasionalmente e solo su prenotazione, si mangiano piatti tipici legati al territorio “nostrani” o di provenienza del paese del cuoco “Osteria con cucina toscana, emiliana, veneta…” perché si mangia bene ma non si sceglie, si mangia quel che c’è! All’Osteria si gustano piatti di un tempo, senza elaborazioni, schietti e genuini, cibi cucinati come la tradizione vuole, con antichi e semplici sapori della terra.

  • All’Osteria si suona e si canta. Nel tempo si sono sviluppate famose ballate e canzoni popolari, tante sono nate all’Osteria, tra un bicchiere e l’altro, sono stati scritti libri e hanno inciso dischi delle più note. Molte canzoni sconosciute, ancor oggi, perché legale a personaggi o situazioni tipiche di quell’Osteria e non di altre, ballate sempre un po’ grasse ed equivoche, con doppi sensi e canzonature, ma che accomunavano cantanti eccelsi e stonati, in un unico coro. Ogni giorno, i mass-media, informano che sono tornate alla ribalta queste cantate popolari, sono raccolte e incise in CD, per “non dimenticare” l’atmosfera dei “bei tempi”.


    La domanda sorge spontanea: "Quante e quali sono le vere "OSTERIE"?" – Segnalatemele e segnalatele sul sito dell’Associazione, sono molto interessato.



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